BOLOGNETTA – C’è un profumo antico che sa di riscatto e di casa quello che, dal 2 al 4 aprile 2026, riempirà le sale del Palazzo Monachelli. In un luogo che un tempo era luogo di illegalità e che oggi ospita il Museo del Gusto, sta per prendere vita un’iniziativa che trasforma la tradizione siciliana in un ponte di speranza.
L’amministrazione comunale di Bolognetta, in stretta collaborazione con la Città Metropolitana di Palermo, ha dato vita a un laboratorio speciale: la preparazione delle tradizionali pecorelle in pasta di mandorle.
Ma non si tratta di una semplice produzione dolciaria. A lavorare la pasta reale, fianco a fianco, ci saranno le donne della Consulta di Bolognetta, i giovani del gruppo scout e, in un gesto di profonda inclusione, gli ospiti del Polo San Francesco di Palermo.
Un impasto di umanità
L’iniziativa vede i senza dimora non solo come beneficiari, ma come protagonisti attivi. Arrivando dal capoluogo a Bolognetta, i ragazzi del Polo San Francesco potranno condividere gesti, racconti e competenze con i volontari locali. È in questo scambio – tra il decorare un dorso di pecora con i confetti e il modellare la forma tipica del dolce pasquale – che si realizza il vero miracolo della comunione e dell'amicizia.
Dalla confisca alla condivisione
La scelta di Palazzo Monachelli non è casuale. Restituire alla collettività un bene confiscato alla mafia attraverso un atto di carità pura è il segnale più forte di una comunità che sceglie la legalità del bene. Le pecorelle realizzate durante i tre giorni di laboratorio verranno donate alle famiglie assistite dalla Caritas e ai fratelli senza dimora di Palermo, portando un po' di dolcezza e il calore di una carezza fraterna a chi vive ai margini.
Un momento di unione che dimostra come, partendo dalle radici del territorio e dalla dolcezza della nostra terra, si possa costruire un futuro in cui nessuno si senta più solo.
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