Al cinema Rouge et Noir di Palermo il film doveva restare in programmazione solo per tre giorni. Invece, è arrivata un'ondata di pubblico che ha superato ogni aspettativa. Naza, oltre a essere un film straordinario, è diventato anche un luogo di incontro per chi porta nel cuore impotenza e rabbia per ciò che sta accadendo a Gaza e in Palestina, nel silenzio generale.
In Italia, questo sentimento è ancora più forte perché il governo guidato da Giorgia Meloni ha difeso le politiche di Israele in ogni sede internazionale: votando contro le sanzioni e contro la sospensione degli accordi con uno Stato che ha ucciso settantamila civili innocenti e che, ancora oggi, blocca gli aiuti umanitari e sanitari destinati a migliaia di donne e bambini, portando un intero popolo al collasso.
Ormai è evidente che il terribile attacco del 7 ottobre non può essere usato come giustificazione per un massacro voluto e pianificato da tempo, attraverso tecnologie predisposte già da anni. Hamas, inoltre, non è stato sconfitto: siede al tavolo del Board of Peace di Trump e conserva potere negoziale. Così, i due carnefici — Hamas e Israele — continuano a spartirsi le vite di migliaia di persone che non sanno più cosa fare: non possono uscire né entrare, curarsi né autodeterminarsi. Tutto questo avviene sotto gli occhi di un governo Meloni che lo sostiene attivamente.
Per questo, oltre ogni aspettativa, Naza continuerà a essere proiettato nei prossimi giorni. E, quando sarà disponibile per tutti, resterà come testimonianza di un genocidio deliberato, nell'attesa di una nuova Norimberga capace di punire i responsabili di tutto questo.
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